Érase una vez el amor pero tuve que matarlo (musica dei Sex Pistols)

Nancy amava Sid, ma le piaceva leggere filosofia e ascoltare Wagner. Sid amava Nancy e non gli piaceva nient’altro

Dimentico la nostra lingua. Ogni giorno se ne va qualche parola.

Oggi un verbo, domani un aggettivo. Piccoli pezzi di un sogno infranto.

Attendo l’imbarco seduto a un tavolino, l’aria stravolta e il vestito stropicciato.

Scariche di adrenalina mi attraversano il corpo, mentre le pastiglie iniziano a fare effetto.

Una hostess mi domanda se desidero qualcosa da bere.

Uno scotch, per favore.

Sorride.

Lo sa che l’aereo è il mezzo più sicuro al mondo?

Così dicono.

All’inizio anche io avevo paura, poi ci si abitua.

Ci si abitua a tutto, mein herr fräulein.

Il rombo di un 747 scuote le vetrate della sala d’aspetto.

Da bambini guardavamo gli aerei aggrappati alle reti di protezione.

Voglio fare il pilota, diceva mio fratello, con i suoi occhiali a fondo di bottiglia.

Do un’occhiata intorno. Una signora sonnecchia sulle poltroncine.

Barcollo fino alla porta del bagno, trascinando il trolley pieno di documenti.

Faccio scorrere l’acqua per qualche secondo, poi metto le mani sotto il getto bollente.

Il dolore mi fa stare meglio.

Esco quando gli altoparlanti annunciano l’ultima chiamata del volo per Milano.

La signora si sveglia di soprassalto.

Percorriamo il tunnel snodabile di corsa, con il sole che tramonta oltre le montagne.

Cabin crew ready for take-off.

Domani è ancora lunedì.

Mi manchi

Sid non ha mai avuto la minima chance. Desiderava amare una donna e trovò Nancy, la ragazza migliore che c’era sulla terra. Non avrebbe potuto essere più fortunato e sai come si comporta Madama Fortuna con i tipi sensibili. Il povero Sid aveva il cuore di tigre, ma l’anima del poeta” (E. Medina Reyes)

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127 thoughts on “Érase una vez el amor pero tuve que matarlo (musica dei Sex Pistols)

  1. sarà una domanda stupida, però la faccio lo stesso, perché non ti conosco.
    non c’è proprio nulla che tu possa fare per stare con chi ti manca così tanto?

  2. mai mai mai come quella volte che per atterrare a Berlino il co-pilota dava indicazioni per l’atterraggio guardando il manuale con le indicazioni relative all’aeroporto che aveva aperto sulle ginocchia….

  3. In via larga c’è il sole. E allora perchè io devo arrovellarmi per rispondere ad un rimbabito che mi manda una lettera di lamentela perchè in transito non volevano fargli passare le sue caxxo di uova di quaglia che aveva nel bagaglio a mano? ma tutti a me? caffè e sigaretta. subito

  4. mmh si certo, ci sono nata .. però la preferivo intorno ai miei 17/18/19 anni.. ora la vivo poco perchè mi sono trasferita e per questo sento di più le trasformazioni che ci sono state nel tempo…

  5. Effettivamente non mi era mai successo da nessun’altra parte di fermarmi impietrita in una via del centro per evitare un sacco del pattume lanciato dal 5^ piano di una palazzina e di chiamare il collega che mi aspettava dall’altra parte del corso chiedendogli gentilmente di raggiungermi perchè io non avrei mosso un altro passo.. ma forse il mio era un caso.. così come il taxista con il tachimetro (si dice così?) farlocco appoggiato sul cruscotto o l’ascensore che funzionava a 20 centesimi a volta… per salire sull’aereo al rientro mi hanno fatto accedere direttamente dal piazzale a 2 nanosecondi dal decollo … ma tant’è.. la vita è bella perchè è varia…

  6. Adoro il libro che citi. Ho preso troppi aerei e li detesto: loro e le maledette sale d’attesa, soprattutto Malpensa. Ecco anche io mi perdo le parole per strada: la sindrome dell’emigrante.

    • è un libro con il quale ho un rapporto conflittuale.
      mi ha fatto stare molto male perché l’ho letto in un momento di particolare fragilità.
      anche io ho preso troppi aerei, però gli aeroporti non mi dispiacciono, soprattutto Malpensa, perché in qualche modo rappresentano sempre l’inizio o la fine di una storia.

  7. “in un pensiero di creatore rivivono mille dimenticate notti d’amore, e lo colmano di maestà e di grandezza”
    Rainer Maria Rilke “Lettere a un giovane poeta”

  8. io non c’ho capito una fava e questo mi dà fastidio.
    forse perché non ho più visto la foto.
    forse perché non c’è nulla da capire ma solo da godersi il pezzo. ma io non godo se non capisco. sono una razionale dimmmerda, insensibile e buzzicona. vivo meglio, però
    comunque chi se ne frega, è venerdì.

  9. Straf ci manda a dire che bivaccando altrove ci stiamo attirando una non meglio precisata punizione divina… io resto comunque non imputabile e la colpa è sempre tua. L’Altissimo è d’accordo

      • Ah ah ah… quindi chi è che verrà punito? Ma il tenero, piccolo anatide (visto che la parola “uccello” gli crea problemi)

      • a me gli uccelli non hanno mai fatto niente di male.
        siete voi che non fate che parlarne.
        e anche di non meglio precisate punizioni.
        perverse

      • Oddio, per un secondo pensavo che Straf si stesse riferendo agli uccelli, poi ho capito che parlava di Twitter… ok, siamo sempre in tema..

      • noto una leggerissima nota polemica da parte del pennuto. comunque alla fin fine il problema è che non so usarlo. (il blog è utilissimo a me, anche se in realtà sono più affezionata al vecchio che ormai non conosce più nessuno) ma come interagite sul volatile?

      • Il pennuto è sempre polemico, soprattutto quando le cose non girano come vuol lui…
        Comunque, se vai sul mio blog, nella colonnina a dx c’è il mio box di Twitter, così vedi come interagiamo… attualmente sta facendo il padano con Clau.
        Dai, Straf, è semplicissimo da usare, se lo sa fare Swann possono riuscirci tuttiiiiiiiii.
        Ti registri e in 140 caratteri lo offendi anche tu ^_^

      • Ale, la battuta sugli uccelli l’ho letta solo ora.
        sono sempre in ritardo sulle questioni più importanti.
        vado a vede’ com’è ‘sto twitter…

    • Breda, ti ricordi quando tu, Franca ed io s’andava a Marina di Pistoia a guarda’ i fenicotteri? Harenzany restava a casa a preparare il castagnaccio co’ i’ pane sciapo! Sono un po’ sordo la scusi. Diho che io voglio tutte le rette che l’avete voi in Corte d’Assise. Voglio la libertà pe’ andare alla banca e alla posta. Ritorneremo, prima o dopo. Vo’ via ‘un me ne importa, tanto son solo.

  10. Ma io non ho la evve così .. Io ho la e aperta dei bauscia.. I miei colleghi romani de Roma me ne dicono di ogni tutte le volte..

  11. Su, su, ricomponiamoci e non facciamo le iene… il cigno non è asessuato… è un fichissimo giovane cigno sessualmente attivo. Solo che è un cigno e non un’oca, quindi non abborda sgallettate online.

    PS: la mia parcella per la difesa te la abbuono. Oggi mi sento magnanima e sì, forse è colpa dell’alta pressione o degli occhi azzurri, devo approfondire la questione

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