Che tu sia per me il coltello

Le increspature mandano lampi accecanti.

“A Sitges, per favore, passando dalla litoranea”.

Il tassista mi guarda come se fossi pazzo.

“Con questo traffico ci vorrà più di un’ora”.

Inspiro lentamente l’aria carica del profumo degli oleandri.

“Nessuno mi aspetta”.

Il cimitero occupa l’intera collina, fatico ad orientarmi tra i sentieri e le lapidi annerite dal tempo.

A un tratto la scorgo, dietro la sagoma di un angelo mutilato.

Inciso su una lastra di metallo arrugginito c’è il mio nome.

Ho letto una volta che gli antichi saggi credevano che nel corpo ci fosse un ossicino minuscolo, indistruttibile, posto all’estremità della spina dorsale. Si chiama luz in ebraico, e non si decompone dopo la morte né brucia nel fuoco. Da lì, da quell’ossicino, l’uomo verrà ricreato al momento della resurrezione dei morti”.

Il berry vibra a cadenze regolari.

Due uomini litigano in arabo sotto le nostre finestre.

Guardo la curva perfetta della tua schiena, nessun dio ci potrà mai perdonare.

Le ombre dei miei vestiti sono anime in attesa del giudizio universale.

Lascio che l’acqua sciolga i miei pensieri.

Domani non ci sarai e sento qualcosa cedere oltre la linea del cuore.

La nebbia avvolge lentamente ogni cosa.

Il mio trolley sobbalza sull’asfalto bagnato.

Poi d’improvviso è giorno.

Così per un certo periodo ho fatto un piccolo gioco: cercavo di indovinare quale fosse il luz delle persone che conoscevo. Voglio dire, quale fosse l’ultima cosa che sarebbe rimasta di loro, impossibile da distruggere e dalla quale sarebbero stati ricreati. Ovviamente ho cercato anche il mio, ma nessuna parte soddisfaceva tutte le condizioni. Allora ho smesso di cercarlo. L’ho dichiarato disperso finché l’ho visto nel cortile della scuola. Subito quell’idea si è risvegliata in me e con lei è sorto il pensiero, folle e dolce, che forse il mio luz non si trova dentro di me, bensì in un’altra persona” (D. Grossman).

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16 thoughts on “Che tu sia per me il coltello

  1. Ma no dai che la vita non è una fregatura… cioè ogni tanto si.. ok spesso… infatti ogni tanto mi perdo via… poi quando mi ritrovo mi ricordo di sorridere 🙂

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