Per aspera ad astra

Che si santifichino le feste e gli assassini, perché tanto i morti non hanno colore. Non c’è nessun complotto, nessuna strumentalizzazione. Solo una grande semplicità di meccanismi. E in fondo è un bene, perché gli ingranaggi semplici difficilmente si guastano. Quanto a me, non saprei. Passo le giornate in contemplazione dei miei fallimenti. Le mie fragilità si espandono, come crepe sulla superficie di un vaso. Lavoro molto. Bevo troppo, senza neppure più la pretesa di condurre una vita normale. Odio quello che faccio, mi infastidisce la gente. Sorrido sempre meno. Sono quasi sempre solo con i miei pensieri. A volte mi capita di svegliarmi di soprassalto nel cuore della notte. Fatico a trovare obiettivi per cui valga la pena entusiasmarsi. Mi piacerebbe tanto che il vento soffiasse ancora e mi levasse in volo.

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