Confessioni di un vigliacco

Avevo venticinque anni quando ho incontrato A. e non sapevo ancora che mi avrebbe cambiato la vita.

Non sono certo che fosse bella e nemmeno giurerei che fosse molto simpatica. Eppure, quando se n’è andata, ha portato con sé l’uomo che sono stato.

Spesso mi capita di pensare all’estate passata ad impacchettare le sue cose, una per una, perché non si rompessero durante il viaggio.

Avrei potuto chiederle di non partire, oppure prendere quel volo insieme a lei. Invece mi sono stretto nelle spalle, senza dire nulla.

Credevo che la distanza ed il tempo mi avrebbero aiutato a dimenticarla. È così che ho finito per sposare una donna che non amo.

Mentre facciamo l’amore, a volte, vorrei gridarglielo in faccia. Non lo vedi che della tua perfezione io non so che farmene? Invece la guardo scivolare nel sonno, una notte dopo l’altra. In silenzio.

Giulia vorrebbe un bambino, anche se non me l’ha mai detto. Magari con i suoi stessi occhi verdi. Io sono certo che un figlio non l’avrò mai.

Ho troppa paura che possa assomigliarmi.

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