Barcelona by night (4 agosto 2006)

Caldo bagnato nell’ultima notte milanese; la testa gira, per via della stanchezza. Incrocio il mio riflesso nella vetrina di Bulgari, capelli corti e valigia blu.

La ragazza del check-in guarda l’Arrano sul bavero della giacca e le mie scarpe colorate. ¿Ventana o pasillo? Pasillo. Più per abitudine che per effettiva convinzione.

Il tempo è buono e la temperatura, al suolo, è di 32 gradi centigradi. Plaça Universitat: un bimbo serio, biondissimo, mi fissa sprofondato nel passeggino. Gli sorrido e lui fa lo shaka, come i calciatori brasiliani.

Le porte del bus si aprono per far defluire la gente; odore di sale misto a zucchero filato. Cammino rasente al Corte Inglés, verso la parada dell’N4.

Passeig de Gracia incrocia la Gran Via e Diagonal, poi diventa Carrer. La notte d’improvviso si è fatta silenziosa. Piano piano riconosco le vetrine: Correos, McDonald’s, TelePizza. Il Sorli Discau ed un negozietto con l’insegna, tot a bon preu.

Tienimi, Amore, tienimi stretto, perché mi sembra di cadere.

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