Assistenti di volo prepararsi al decollo

Libri sparsi sul pavimento della stanza. Fiori secchi e frammenti di biancheria.
Sotto il letto c’è una Samsonite azzurra. Una bottiglia di Southern Comfort e la tua divisa blu.

Vengo a trovarti passando per la grondaia ed ogni tanto faccio finta di scivolare. Solo per gioco, s’intende.

E dimmi, Jane, passerà in fretta l’estate? E’ così piccolo il mondo, a guardarlo dall’alto. Il sole scende, dolcemente, sulla sabbia calda di Ipanema. E tuo marito, bambino, ha sempre il mare negli occhi.

Ti porto a ballare quando scende la sera e tu indossi un vestito bianco, coi fiori. Smetti di piangere, Jane, perché per ogni lacrima si spegne una stella.

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No me mires

Siedo guardando le increspature che si propagano in direzione della riva.

Sulla saracinesca c’è questa scritta: som i serem, mai morirem. Invece bisogna pur che accada. Morire non mi fa paura, dimenticare sì. Ecco perché passo il tempo a catalogare le cose.

Il portone ha una maniglia nuova, tutta lucida. L’ho notato stamattina. E mentre me ne stavo chino, ad esaminarla, una signora mi ha insultato perché le intralciavo il passo. Mi sarebbe piaciuto spiegarle che una volta non c’erano pomelli, per entrare era sufficiente spingere.

Rincasando sono passato dal mare ed in fondo a carrer del Cigne mi attendeva una motocicletta. Finalmente, ho pensato, dopo tanto tempo. Eppure non me l’aspettavo. Non oggi. Ho posato la borsa ed allentato la cravatta, concentrandomi sul rumore della risacca, finché il cuore non ha ricominciato a pulsare.

(verrà cancellato col sangue ciò che con il sangue è stato scritto)

Allora mi sono incamminato, respirando a fondo l’aria salmastra. Non è bello il cielo di Spagna, mutil? Tutta una questione di punti di vista. Cierra los ojos. Quando li ho riaperti l’eco del motore svaniva in lontananza, dentro il labirinto di asfalto e nuvole.

Paula dice che a Sitges sono fioriti gli oleandri. Probabilmente nessuno verrà, prima che sia finita l’estate.